Cenni Storici

Visciano si stende su un'insellatura di Kilometri quadrati 10,89, in una conca, a 340 m.l.m., protetto a Est, Nord-Est dall'appennino campano, propaggine dei monti dell'Irpinia, con una popolazione di circa 5.000 abitanti. 

Alcuni lo fanno derivare da VESCIA, città dell'antica Ausonia (l'odierna Sessa Aurunca); altri, come Fioravante Meo, da FUNDUS VESCINUS (Fondo o podere di Vescino) antico proprietario terriero romano.
Si presume che i primi abitatori del territorio siano stati gli Osci dediti alla caccia, alla pastorizia e all'agricoltura; quindi i Sanniti, e, con la definitiva conquista della città di Nola da parti dei Romani (312 a.C.), ne seguì le sorti.
Ce lo attestano numerosi rinvenimenti consistenti in tombe, sarcofagi, vasellame, monete, olle e cunicoli; e la seguente epigrafe funeraria del periodo augusteo: "DIIS MANIBUS/ET M.NONIO/QUARTIONI/M.NONIO CN. (EO)/QUARTIONI/NONI ET .../ET NONIA/SABINA.../.
Non ultime i resti di una villa del 1°sec. a.c. dalle parti di Monte Donico una villa rustica, forse del 1° sec. a.C. o del tardo impero, in località Pigna, rinvenuta durante la posa di tubazioni da parte della SNAM, con accanto quattro o cinque tombe, attualmente conservate nei locali dell'Ufficio della Sovrintendenza archeologica di Nola.
Parte del territorio, nel 1298, dagli Angioini passò sotto la giurisdizione, per la parte amministrativa, dei monaci di Montevergine;    e, dal 1431 i contadini di Visciano pagavano i "balzelli" alla Famiglia Orsini fino a quando la contessa Maria Sanseverino Orsini, nel 1541 vendette il Casale di Visciano a Scipione Pignatelli che a sua volta, nel 1632 vendette il Feudo di Lauro, di cui Visciano faceva parte, a Scipione Lancellotti che lo tenne fino al 1806, quando Visciano divenne autonomo della Provincia di Terra di lavoro (Caserta) fino al 1926: anno in cui entrò a far parte della Provincia di Napoli.